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Cinema, Marco Bocci apre il XVII Magna Graecia Film Festival a Catanzaro

bocci magna greciaParte questa sera a Catanzaro il "Magna Graecia Film Festival", la rassegna cinematografica ideata e diretta da Gianvito Casadonte, giunta alla 17esima edizione. Nella suggestiva location dell'area del porto del capoluogo calabrese, sia pure con le necessarie misure di precauzione determinate dall'emergenza coronavirus, da oggi e fino all'8 agosto il "Magna Graecia Film Festival" si candida a confermarsi come uno degli eventi artistici piu' importanti del panorama nazionale: sono tanti i nomi di spicco del grande schermo che saranno ospiti della rassegna, tra questi i registi Abel Ferrara e Peter Webber, che terranno delle master class cosi' come Ron Moss, e Michele Placido. Il "cuore" di questa nuova edizione del "Magna Greaecia Film Festival" di Catanzaro resta comunque la competizione tra le opere prime e seconde inserite nel cartellone, che saranno valutate da una giuria presieduta dallo stesso Placido. Ad aprire questa edizione della rassegna sara' questa sera ilo film "A Tor Bella Monaca", per la regia di Marco Bocci. Lo stesso Bocci e' stato protagonista della conferenza stampa d'esordio del "Magna Graecia Film Festival".

"Fa molto piacere essere qui in Calabria, una terra - ha detto Bocci - che conosco bene, ho girato qui delle serie tv, e anche un film l'anno scorso. Ci e' mancato il cinema, ci e' mancata la sala, speriamo di ripartire quanto prima". Bocci ha quindi parlato del suo film, la sua prima regia, tratta da un suo romanzo, illustrandone la genesi. "Ho cominciato a scrivere fin da bambino, ho sempre avvertito - ha detto il regista e attore - un'esigenza privata di sfogare qualcosa e di liberarsi di qualcosa. Di storie che avrei voluto mettere in scena ce ne sono tante anche prima di 'A Tor Bella Monaca non piove mai', poi mi sono trasferito a Roma e ho visto che la periferia, in generale, e' sempre stata descritta in modo molto generalizzato e preconcetto, con connotati solo negativi, e invece dopo aver vissuto in questi posti ho notato - questo vale ovviamente non solo per Tor Bella Moanca - che le periferie hanno tanti altri aspetti, positivi, che pochi conoscono. E' nato cosi' - ha rilevato Bocci - il desiderio, la voglia di raccontare una Tor Bella Monaca alternativa, una periferia alternativa, costretta a convivere con tante dinamiche ma fatta di persone oneste, legate da fratellanza e amore". Per Bocci, sotto questo aspetto, e' emblematico il personaggio di Romolo, interpretato da Andrea Sartoretti: "E' la metafora di Tor Bella Monaca, una persona che - ha rilevato Bocci - ha sbagliato una volta e nonostante dia tutto per far capire di essere cambiato fa grande fatica. In generale, ho voluto analizzare i rapporti all'interno di una famiglia, i rapporti tra fratelli, rapporti molto forti, complicati e anche molto condizionati, E' quello che provo anche io con la mia famiglia: rapporti cosi' intensi che mi attraggono molto e mi e' piaciuto e mi piace essere in scena". Bocci ha anche spiegato il significato del titolo della sua opera: "Racchiude due aspetti. A Roma l'espressione 'piove" significa che sta arrivando la polizia, e' una sorta di avvertimento, e con l'espressione 'non piove mai' - ha infine osservato il regista - volevo esprimere il desiderio di avere una sorta di acquazzone, di tsunami che possa ripulire tutte le parti sporche che ci sono nelle insenature. Un lavoro quasi impossibile, un'impresa disperata".